Piano B

Piano B è l’altra ala del volo che Filemone dedica alle parole. Se la scrittura è protagonista nella pubblicazione del nostro magazine “Il Bellese”, il nostro primo piano d’azione, qui è la lettura a costruire lo spazio di relazione con la nostra realtà. Piano B è il Club del Libro di Filemone, il posto dell’ascolto attivo, della parola che salva e restituisce, dell’anima che attraversa le pagine e si lascia cullare, appassionare, gelare, intimidire, reagire e palpitare. Piano B è una “passeggiata tra i boschi narrativi”.

Un'estate

Piano B legge "Un'estate" di Keegan

 27 luglio 2025

locand 10 Il lampo di un’estate, un riverbero di luce che dalle spighe gonfie e dorate finisce sulle ciglia e disegna ombre leggere sotto gli occhi, come ballerine che danzano con un sottofondo di cicale lontano. Essere bambini in un mondo di adulti è come intersecare un universo sconosciuto: a volte diventa una collisione che crea un buco nero, altre è attrazione senza fine. La danza di due stelle vicine su una stessa orbita. Con questa sensazione come segnalibro, lettrici e lettori di Piano B si sono ritrovati dopo l’incontro di maggio, nella serata di domenica 27 luglio, ancora una volta ospiti di Spazio Novecento e dei ragazzi dell’Associazione Ci Provo. Qui in associazione avevamo immaginato un incontro ristretto a un numero piccolo piccolo di partecipanti, per via dei diversi impegni estivi che hanno il viaggio e l’avventura come orizzonte prossimo di tanti. E invece il circolo di lettura è stato un tempo preferito ad altri impegni, scelto con il desiderio di portare il proprio contributo e soprattutto, come sempre, con il desiderio di scoprire quali direzioni ogni storia prenda nell’esperienza degli altri lettori del Club. La serata è stata ricca di volti, di interventi, di parole e di riflessioni e non solo per la bellezza del racconto scelto, questo “Un’estate” (dal titolo originale “Foster” del 2010) della scrittrice irlandese Claire Keegan. L'autrice ha fatto del rito della brevità uno spazio di perfezione. Le sue storie sono un grumo di emozioni che serrano il petto, si prendono respiro e spesso lacrime, fanno innamorare. E mentre vorresti non finisse mai arriva una conclusione veloce e perfetta, come un taglio netto sul grano maturo. "Tagliente come un eccomi" direbbe Vladimir Majakovskij. Lascia senza fiato. Sono stati tantissimi i temi individuati dalle sensibilità dei lettori che dopo più di un anno di condivisione del rituale di lettura mostrano un desiderio di raccontare e di partecipare alla discussione ogni volta più coinvolto e competente. Parole e riflessioni si ampliano, si allungano, attingono alle esperienze di lettura fatta con i libri scelti nei mesi passati, crescono il confronto sempre più minuzioso, sempre più appassionato e coinvolgente. Le serate come questa sono così speciali per l’Associazione che ha scommesso su questo progetto immaginando uno spazio fatto di libera circolazione delle emozioni. Quelle che ogni libro sapientemente va a scovare o addirittura a svelare, in ognuno di noi. I lettori hanno ricostruito le dinamiche familiari del racconto, da quelle disfunzionali della famiglia d’origine della piccola protagonista, in cui un padre assente, sconsiderato e bugiardo gioca a carte e beve, schiacciando la moglie incinta del suo sesto figlio in una vita di stenti, di imbarazzo e di brutalità a quella basata sul sostegno, sulla complicità, sulla condivisione di ogni pena o gioia, sul rispetto e sul reciproco incoraggiarsi. E sono mille i dettagli scovati in ogni spazio tra le lettere del racconto, mille momenti minuscoli e bellissimi, che hanno saputo rapire i lettori che hanno subito con commozione l’incantesimo Keegan. Molti hanno letto già più volte il romanzo. E il club ha promesso di riprenderlo tra un anno per scoprire quanto ancora un romanzo così pieno di universali saprà regalare al circolo di lettura. Prima di concludere la serata con un delizioso terzo tempo gustoso, il Club ha scelto il libro per la lettura che inizierà a settembre: "Come il vento tra i mandorli" di Michelle Cohen Corasanti, una storia attualissima che segue l'anima, la voce e la storia di Ichmad, un ragazzino palestinese che vive il conflitto arabo-israeliano nella metà degli Anni Cinquanta, e insegue sogni, nelle vicissitudini degli anni che corrono, con radici e fiori di mandorlo a ricordargli quella che è casa. Ma non è finita. L'Associazione ha distribuito “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier, libro scelto al termine della discussione di maggio. Non sarà un discussione come le altre: il libro consegnato ai lettori è sigillato con spago e ceralacca. Le ultime pagine sono racchiuse in un plico sigillato. Lettori e lettrici si ritroveranno il 25 agosto prossimo, alle 18:30 a Spazio Novecento e per la prima volta romperanno il sigillo e leggeranno insieme il finale del romanzo per poterne discutere poi insieme di questa nuova storia. Di questo nuovo viaggio fatto di parole. La Recensione - Il libro della Keegan è un romanzo di formazione che sceglie di spostare la linea di narrazione da quella dell’autrice a quella della protagonista, una bimba di 8/9 anni che racconta il suo tempo di un’estate in visita a una coppia di lontani zii che non vede da anni, parenti della madre. Il titolo originale del racconto è “Foster” e la scelta dell’autrice pone l’attenzione non tanto sul tipo di parentela ma sull’azione di cura, di crescita e di attenzione che la coppia di zii “adottivi“ avrà nel tempo dell’estate in cui la bambina vivrà con loro. Un tempo breve, fugace, passeggero in cui però come spesso avviene nelle vite di ognuno di noi, accadono cose così piene, così profonde e così necessarie da riempire per intero il resto dei nostri giorni. Cosa cambia nella vita della piccola? I lettori non hanno dubbi: è qui, all’interno di questa casa in cui molto tempo prima è avvenuta una tragedia, che la bimba scopre l’amore genitoriale. Qui impara a riconoscere quelle piccole cose da niente (titolo di un altro romanzo di Claire Keegan) che spiegano l’affetto tra genitori e figli, che mettono al sicuro, che tengono al caldo, che parlano di protezione, di attenzione, di tempo dedicato, di quotidianità e spazi da guardare, commentare o su cui tacere. Qui la piccola impara quanto sia importante il silenzio, aspetto che sfugge spesso ai grandi e al loro mondo di frasi inutili, spesso inutilmente crudeli e stantie. Qui impara a prendersi cura delle cose che ama ma prima ancora scopre quali sono le cose che ama (la lettura, le pagine dei libri, le attività svolte insieme ai due zii adottivi, con i loro rituali speciali e tutti costruiti solo per lei). Qui impara a dare parole a sentimenti che non avevano mai trovato la strada del suo petto e alle parole che conosceva, adesso riesce a dare un significato pieno e sentito. E se l’amore non arriva attraverso il sangue, in mille giorni vissuti in un luogo che pure chiamiamo casa, quando arriva è immediatamente riconoscibile e sconvolge ogni cosa. E basta il tempo di un’estate per non essere più invisibili. Per sentirsi vivi, perché amati.

Veronica Turiello

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