Piano B

Piano B è l’altra ala del volo che Filemone dedica alle parole. Se la scrittura è protagonista nella pubblicazione del nostro magazine “Il Bellese”, il nostro primo piano d’azione, qui è la lettura a costruire lo spazio di relazione con la nostra realtà. Piano B è il Club del Libro di Filemone, il posto dell’ascolto attivo, della parola che salva e restituisce, dell’anima che attraversa le pagine e si lascia cullare, appassionare, gelare, intimidire, reagire e palpitare. Piano B è una “passeggiata tra i boschi narrativi”.

La ragazza con l’orecchino di perla

Un grande classico per Piano B

 25 agosto 2025

Piano B discute "La ragazza con l'orecchino di perla"

locand 11Un libro è sempre uno scrigno con mille cassetti e in ognuno c’è un lampo di luce in cui l’anima di ogni lettore si ritrova. Anche il libro che Filemone ha distribuito nel corso della discussione di inizio agosto ha raggiunto lettrici e lettori nella forma di uno scrigno in cui le ultime pagine erano sigillate e il finale del libro consegnato all’attesa dell’incontro di fine agosto, quando il circolo di lettura si è riunito per leggere insieme quel finale. Prima di discutere della storia. L’esperienza di lettura condivisa del finale de “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier è stato un nuovo momento che Piano B ha vissuto nella serata di lunedì 25 agosto scorso, tra il divano di velluto ocra e le sedie disposte in cerchio di Spazio Novecento. Ospiti dell'Associazione Ci Provo, che in Filemone ha trovato una coinquilina ideale per gli eventi culturali, i lettori di Piano B si sono ritrovati dopo un intenso agosto di eventi. Lettrici e lettori si sono dati appuntamento dopo sole tre settimane dall’ultimo incontro, discutendo perciò due libri in meno di un mese e dando vita al primo momento di lettura ad impronta delle ultime pagine del romanzo della Chevalier. Con una lettura affidata ai soci del Club, che si sono alternati nel dare forma alle battute finali del libro, la storia del pittore Johannes Vermeer e della giovane fantesca Griet sono apparse nella loro luce più bella. Oltre alle voci offerte alla lettura, lettrici e lettori hanno come sempre acceso centinaia di piccole lanterne nei boschi narrativi del romanzo. La discussione sulla sua struttura e l’individuazione del narratore conferiscono all’esperienza di lettura quel senso di piacere e di godimento che la lettura sa dare, sempre in modo nuovo. La ricostruzione delle condizioni di vita dei diversi personaggi della storia ha portato il circolo nell’Olanda del XVII secolo, negli anni in cui il pittore di Delft visse, si consacrò all’eterno attraverso i suoi dipinti e trovò la morte. Temi come la condizione delle donne, dei lavoratori e dei ragazzi dell’epoca sono aspetti incarnati dalle figure del romanzo e consentono ai lettori di avere un puntuale spaccato della società del tempo. Ma temi come la maternità, la violenza e l’abuso, lo stigma sociale si palesano tra le pagine, nelle stagioni della vita dei personaggi. Tanti i personaggi, tutti complessi e tratteggiati con particolare cura e dettagliati quasi come se la Chevalier li avesse consegnati al lettore attraverso piccole miniature ritratte alla luce della primavera di Delft. Dalle stanze del laboratorio di Vermeer stesso. Sussurrata, dicono i lettori, e mai vissuta attraverso atti o manifestazioni fisiche è la storia di attrazione e fascinazione che Vermeer e la giovane fantesca Griet vivono nella casa del pittore. In questa casa che somiglia a un atelier creativo e che per Griet è anche luogo altro, spazio della sua confusione di ragazza, di figlia, di sorella, prima e di donna, moglie e madre poi. Delft è città di convivenza ma anche di forte contrapposizione anche dal punto di vista religioso, con la sua divisione netta tra cattolici e protestanti, la tematica che i lettori hanno rintracciato nelle trasformazioni e nelle scelte dei personaggi. Un aspetto che ha conquistato il circolo di lettura ha riguardato l’affascinante immersione nel mondo creativo del pittore olandese. Lo stile pittorico, la scelta dei soggetti, lo studio sulla luce, sul colore, sulla composizione delle tele e sul tempo della creazione di un’opera, sono stati un viaggio inconsueto per i lettori che hanno saputo seguire Griet e Johannes negli spazi dell’arte, trattando le preziose pietre da cui arriva l’azzurro, seguendo le dita dello speziale che prepara i materiali per il bianco madreperla, per il nero e per l’ocra. Sulle dita dei lettori e nell’aria, il romanzo ha saputo materializzare il profumo dell’olio da pittura, gli odori acri delle retrobotteghe dei banchi del mercato, con le scie di sangue scuro che segnano i banchi della famiglia del macellaio o quelli del pescivendolo. Abiti, arredi, rumori e forme architettoniche incidono la tavoletta d’argilla dell’immaginazione, dando forma alle case, alle strade, alle piazze con i loro segni di riconoscimento, ai campanili delle diverse chiese, delle diverse confessioni religiose e alla linea degli stati d’animo dei protagonisti che sono marcati come una incisione, come un taglio, come una ferita subìta o inferta. L’ammirazione, la gelosia, l’invidia, l’ambizione incontrano la materialità di fame, malattia, morte, povertà, lascivia. E i colori seguono questa classificazione attraverso il rosso dell’abito della fantesca sedotta, il giallo opulento della giacca della nobile, il bianco delle perle, il nero delle cornici dei dipinti. Sentimenti forti e radicati quali identità, fede, coerenza, dignità sono àncore nelle vite di alcuni dei personaggi e macigni nelle vite di altri. La lettura condivisa ha portato i lettori fuori dalla propria sfera privata che ospita di norma il tempo della lettura, solitaria e silenziosa. All’aspetto dell’ascolto attivo che il Club incentiva durante gli incontri abbiamo condiviso stavolta un ascolto partecipativo e interpretativo. Un altro modo per prendersi cura delle voci di ognuno dei nostri soci lettori. Il Club ha scelto il prossimo libro che sarà protagonista della lettura per il mese di novembre e sta già leggendo il libro di settembre: “Come il vento tra i mandorli” di Michelle Cohen Corasanti. Una nuova storia, un diverso tempo, un tema attuale e necessario nella riflessione quotidiana. Piano B attraversa il tempo della quotidianità cercando tra le parole quella profondità e quelle sensibilità che rendono il nostro tempo insieme tanto prezioso da essere indossato sull’anima, come un gioiello. Al prossimo incontro di Piano B.

Veronica Turiello

Le foto