Sangue marcio
2 agosto 2026
Un pomeriggio d'estate per attraversare l'oscurità di "Sangue marcio" e la scrittura crudissima e tagliente di Antonio Manzini che nel suo romanzo d'esordio non risparmia nulla ai lettori travolti da questa inevitabile discesa verso l'abisso, nel cuore del male.
Un assassino seriale, un rituale di morte sadico e glaciale, una storia di cieca crudeltà in cui il confine tra vittima e carnefice viene costantemente spostato. La lingua asciutta del primissimo Antonio Manzini - padre letterario della serie dei romanzi dedicati al Vicequestore romano Rocco Schiavone - non offre alcun riparo dalla violenza. E ci ricorda quanto sia difficile a volte sfuggire all'agire violento e all'eredità del male.
Come sempre lettrici e lettori di Piano B hanno saputo con minuzia scomporre pagine, personaggi e parole, interrogandosi sulla crudueltà e sul ruolo della finzione letteraria che racconta il male. Non sempre le storie sono un caldo abbraccio di pace che culla l'anima e i lettori stavolta hanno sofferto il gelo letterario a cui Manzini sa esporre i suoi destinatari. E adesso c'è già una nuova storia pronta conquistare il circolo di lettura. Prendete nota e leggete con noi.
Le foto


