Piano B

Piano B è l’altra ala del volo che Filemone dedica alle parole. Se la scrittura è protagonista nella pubblicazione del nostro magazine “Il Bellese”, il nostro primo piano d’azione, qui è la lettura a costruire lo spazio di relazione con la nostra realtà. Piano B è il Club del Libro di Filemone, il posto dell’ascolto attivo, della parola che salva e restituisce, dell’anima che attraversa le pagine e si lascia cullare, appassionare, gelare, intimidire, reagire e palpitare. Piano B è una “passeggiata tra i boschi narrativi”.

Vecchie storie, nuove poesie

Piano B: vecchie storie, nuove poesie

 25 luglio 2026

Quando le pagine lette diventano la nostra voce: il laboratorio di Caviardage del Club del Libro

C’è un momento speciale in cui i libri smettono di essere soltanto storie da leggere e diventano materia viva, uno specchio in cui riflettere chi siamo. Sabato 25 luglio, nella cornice accogliente di Spazio Novecento, il nostro gruppo di lettura “Piano B” si è ritrovato per un incontro speciale intitolato “Vecchie storie, nuove poesie”: un laboratorio esperienziale di Caviardage nato per trasformare il nostro modo di stare insieme ai libri e per far emergere la bellezza nascosta tra le pagine e tra di noi. Al centro del tavolo, il cuore di tutto: pagine stampate. Non pagine qualunque, ma frammenti di quattro libri che i partecipanti del “Piano B” hanno letto e amato nel loro percorso: La portalettere, Oliva Denaro, Tutta la vita che resta e Le nostre anime di notte. Storie dense, già cariche di emozioni condivise, destinate a diventare materia prima per qualcosa di profondamente personale. Il laboratorio è iniziato con un patto d’aula fondamentale: lasciare fuori dalla porta ogni forma di ansia da prestazione. “Questa tecnica, il Caviardage, non è una gara, non è un compito scolastico e non è un test di abilità artistica. In questo spazio, le categorie del ‘bello’ e del ‘brutto’, del ‘fatto bene’ o del ‘fatto male’, semplicemente non esistono. Non c’è un modo giusto di fare il Caviardage, e non c’è un modo sbagliato. Esiste solo il vostro modo, ed è l’unico che oggi ha valore.” Prima di toccare fogli, matite e colori, ci siamo concessi un fondamentale momento di respirazione guidata e mindfulness: un tempo lento e prezioso per posare la valigia pesante dei pensieri quotidiani, chiudere gli occhi e riconnetterci profondamente con la nostra storia di lettori e con la forza del gruppo. Giocando con la stessa profonda libertà e leggerezza dei bambini prima che imparino cosa sia una valutazione, gli occhi hanno iniziato a scivolare sulle pagine alla ricerca delle proprie “parole-ancora” – verbi, immagini, emozioni e sensazioni capaci di far risuonare d’istinto una corda interiore. Cercando vocaboli e ricombinandoli in totale autonomia sul retro del foglio, ciascuno ha costruito una trama poetica del tutto personale. Il coinvolgimento in aula è stato straordinariamente profondo, intimo e toccante. Nel silenzio concentrato della stanza, interrotto soltanto dal tratto ritmico dei pennarelli che oscuravano il testo superfluo lasciando affiorare le parole scelte, oppure dai colori che trasformavano la pagina creando uno sfondo capace di proteggere i pensieri, sono nate poesie di inaspettata e rara bellezza interiore. Parole scritte da altri si sono ricomposte in versi del tutto nuovi, dando voce a fragilità, desideri e rinascite di ciascun partecipante. Vedere quei fogli trasformati in piccole isole di luce ci ha confermato che la lettura non è mai un atto passivo, ma sempre un ponte autentico per incontrare sé stessi e gli altri.

Celeste Leone

Il video di presentazione

Le foto

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