Piano B

Piano B è l’altra ala del volo che Filemone dedica alle parole. Se la scrittura è protagonista nella pubblicazione del nostro magazine “Il Bellese”, il nostro primo piano d’azione, qui è la lettura a costruire lo spazio di relazione con la nostra realtà. Piano B è il Club del Libro di Filemone, il posto dell’ascolto attivo, della parola che salva e restituisce, dell’anima che attraversa le pagine e si lascia cullare, appassionare, gelare, intimidire, reagire e palpitare. Piano B è una “passeggiata tra i boschi narrativi”.

Luce d’agosto

Un Nobel per il Club del Libro

 11 aprile 2026

Piano B discute “Luce d’agosto” di William Faulkner

locand 15 Una bella prova ha impegnato lettrici e lettori di Piano B per l’incontro di sabato 11 Aprile, nell’accogliente salone di Spazio Novecento, cuore culturale della nostra realtà e ormai meta amata dal nostro club di lettura, ospite fisso dell'Associazione Ci Provo che ha costruito questo Spazio con grande impegno e visione. Al centro della discussione di aprile c’è il complesso quadro realista dell’America di William Faulkner (1897-1962), scrittore americano tra i più influenti del panorama mondiale del XX secolo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1949. L’assegnazione dell’ambito premio è lucida e ficcante: la letteratura di Faulkner, da “L’urlo e il furore” del 1929, considerato il suo più potente lavoro, a “Mentre morivo” del 1930 ai successivi romanzi, esplora con clinica e poetica sensibilità la smaterializzazione dell’idea del sogno americano, schicciato dalle tensioni sociali della realtà soprattutto del Sud e le diverse forme di odio, intolleranza e discriminazione che attraversano la sua intera opera. Non è una lettura semplice, non è una lettura che può essere accompagnata dal rumore di sottofondo: questo autore e il libro scelto dal Club, “Luce d’agosto”, pretendono la totale concentrazione, una totale immersione, la disponibilità a farsi carico delle pieghe delle vite raccontate, dalle complesse ricostruzioni delle identità che spesso sembrano non essere chiare agli stessi protagonisti del romanzo. Faulkner ritrae la labilità dei confini tra ciò che è e ciò che viene percepito, tra l’identità e il pregiudizio che la definisce di continuo. C’è lo spazio, immenso e illimitato, dell'America che sposta le sue frontiere sempre più lontano e che rende ogni spostamento una piccola epopea, ridefinendo l’idea stessa di vicino/ lontano. Nell’indefinitezza dello spazio anche il tempo si dilata e diventa un espediente letterario per spostarsi avanti e indietro sulla linea temporale. Così ogni personaggio, finemente tratteggiato, si mostra nell’intero percorso della propria vita attraverso la scrittura dell’opera. Di tutti scopriamo origini, passato, presente e immaginiamo il suo futuro. Il circolo di lettura che ha riconosciuto al libro una iniziale osticità è riuscito a rendere anche questa discussione ricchissima di riflessioni, come sempre contando sulla costruzione corale della discussione, sull’attenzione partecipante ai commenti dei singoli lettori e sul desiderio di voler contribuire con il proprio punto di vista. Quanto attuali sono i pilastri riflessivi su cui Faulkner costruisce? Questo si sono chiesti i lettori. E così la razza e l’idea di eliminazione ed emarginazione dei neri è portante nella dialettica della società descritta nel romanzo ma non è così diversa nell’America di oggi. Il sangue nero è uno spettro, una macchia, la stessa che Philip Roth richiama nel suo “La macchia umana”, quella sola goccia di sangue nero a cui i bianchi sembrano dare la caccia e che diventa bersaglio di ogni esperienza. La religione si impregna materialisticamente dei sentimenti razziali della realtà sociale, divenendo, suo malgrado, strumento di oppressione, liturgia che giudica e condanna, mezzo di inquisizione e condanna. Con crudele apporto di violenza e morte, giustificate e accettate. I personaggi si raccontano e prendono parte alle vicende attraverso una narrazione che difende la loro voce affidandola a una scrittura che arriva come un flusso di coscienza e costringe il lettore a uno sforzo partecipativo intenso. Colpiscono i ritratti delle donne, anche molto contrastanti tra loro; alcune, come la forte yankee Joanna Burden, sono icone rivoluzionarie che vivono seguendo valori in netto contrasto con i diktat del loro tempo, subendo maldicenze e confino sociale, difendendo principi di indipendenza, uguaglianza, parità. Altre agiscono sullo sfondo di storie a voce maschile, ombre che si muovono in silenzio ma che comunque, in silenzio, cercano di cambiare l’esito delle vite che incontrano, salvando, offrendo aiuto, dimostrando sostegno o uscendo, come la prima voce narrante, Lena Grove, da destini che sembrano già scritti. Senza perdere l’apparente maschera del distacco e della freddezza a cui il loro tempo e i rapporti uomo-donna le hanno confinate. Le figure genitoriali maschili si distinguono, nell’idea dei lettori, per la loro crudezza. Figure intrise di fondamentalismo religioso si muovono come giudici implacabili di rettitudine, usando l’abuso verbale e fisico come strumento di redenzione. Faulkner sceglie i suoi protagonisti ma non tratta alcun personaggio come comparsa, seguendo l’idea che ogni uomo sia indispensabile nelle dinamiche sociali. A due anni dall’inizio dell’esperienza di Piano B lettrici e lettori superano con impegno una prova complessa che portano a casa con consapevolezza. Guardarli soppesare l’opera, riconoscerle una difficoltà d’approccio senza che questo sia un freno alla lettura o alla discussione è forse uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza che Filemone sta facendo attraverso il Club. Complimenti ai lettori che non si sono fermati davanti all’individuale processo di selezione del libro ma hanno letto per poter guardare il libro insieme. Piano B si ritroverà sabato 16 maggio per un evento eccezionale coordinato dall’Associazione Ci Provo che vedrà ospite dell’incontro l’autore del prossimo libro scelto dal club, “Un eroe dei nostri tempi”, Enrico Trevisiol. Sarà una nuova esperienza di coinvolgimento che non solo renderà più immersiva e unica la discussione ma che confermerà la naturale attitudine di Filemone a costruire con le persone, con le realtà associative del territorio e con la cultura come indirizzo di sempre. A maggio.

 Veronica Turiello

Le foto